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Linguaggio del Corpo – Gambe

Luca No Comments

Per molti uomini la parte del corpo che comunica più fascino e seduzione sono le gambe, quindi,

“Occhio alle gambe”

nel senso letterale della parola, infatti a posizioni differenti corrispondono specifici stati d’animo ed emozioni, scopriamole attraverso questo vademecum.

Gambe incrociate

Simbolo di protezione e disagio, normalmente una persona rilassata non accavalle le gambe, al contrario tanto più elevato e serrato l’accavallamento tanto più una persona si sente a disagio. Spesso è associata ad altri elementi di auto-protezione, busto in avanti, piede sospeso da terra e chiusura delle braccia.

In piedi a gambe aperte

Simbolo di dominanza e sicurezza quasi a dimostrare un atteggiamento di sfida. Le persone tendono ad assumere questa posizione anche per darsi più forza o più importanza.

In piedi con gambe chiuse

Posizione tipicamente femminile, può essere un chiaro segno di corteggiamento in quanto evidenzia ancora di più le forme di una donna.

Posizione a cucciolo

Mette in evidenza le proprie fragilità, si accostano le ginocchia divaricando le estremità delle gambe e si portano le punte dei piedi verso l’interno.

In piedi, in gruppo

In un gruppo di persone ferme in piedi, basta osservare dove puntano i piedi degli interlocutori per capire verso chi provano maggiore interesse. Ad esempio se vedete due persone una di fronte all’altra quasi a formare un gruppo chiuso significa che si stanno dedicando interamente l’una all’altra; se cercate di conversare con loro ponete attenzione al loro busto e ai piedi, se gireranno solamente la testa verso di voi, significa che non siete i benvenuti ed il gruppo rimane chiuso.

Agitare gambe e piedi

Simboleggia nervosismo che può essere sia positivo o negativo. Stessa situazione quando si sposta il peso del corpo da un piede all’altro. Simili atteggiamenti sono simboli di una manifesta necessità di agire.

Come Scegliere le Lenti Progressive

Luca No Comments

Avete sentito parlare di lenti progressive ma proprio non riuscite a raccapezzarvi nel mare di complessi termini tecnici e astrusi acronimi in inglese?

Niente paura, con l’aiuto di uno specialista vi aiuteremo a capire le differenze fra le diverse lenti progressive, basando la spiegazione su ragionamenti chiari e comprensibili per tutti.

Dopo le prime lenti progressive, che per oltre 30 anni sono sempre state costruite con la progressione di potere sulla superficie esterna, nel 1998 Seiko immette sul mercato la prima lente progressiva nella quale la variazione di potere è realizzata sulla superficie concava.

Quasi quindici anni dopo, i design di lenti progressive presenti sul mercato italiano sono cinque:

– lenti progressive con progressione di potere sulla superficie convessa;

– lenti progressive con progressione di potere sulla superficie concava;

– lenti progressive con addizione di potere ripartita su entrambe le superfici;

– lenti progressive con progressione di potere sul meridiano verticale realizzata sulla superficie convessa e sul meridiano orizzontale sulla superficie concava;

– lenti progressive con progressione di potere fissa sul meridiano verticale della superficie convessa, compensata sui due meridiani della superficie concava.

Quali sono le migliori lenti progressive?
Le lenti di gamma più elevata sono quelle con progressione di potere sulla superficie interna. La progressione esterna, appartiene invece alle lenti “standard”.

Tra le qualità delle lenti progressive vi è il modello di lavorazione free form, che massimizza il comfort della lente: naturalmente le migliori saranno quelle che presentano questa tecnologia da entrambe le superfici, il che permette di avere una lente praticamente su misura.

Altro punto importante è il prisma di bilanciamento, solitamente misurato nei suoi valori al bordo, costruendo prodotti sempre più attenti anche alle esigenze estetiche. Ancora una volta le migliori lenti sono quelle il cui prisma viene lavorato tenendo conto della forma sagomata della lente e dei suoi parametri costruttivi, si tratta cioè di un prodotto sempre più personalizzato.

Ultima caratteristica è l’inset variabile, altro tema di estrema importanza per ottenere il massimo comfort, cui si sono succedute nel tempo soluzioni sempre più raffinate.

Il vostro ottico optometrista deve tener conto di tutte queste variabili e delle vostre personali caratteristiche per offrivi il prodotto più adatto ad ognuno di voi.

Come Mantenere la Pelle Giovane

Luca No Comments

Il sogno di tutte le donne è di non invecchiare mai, ma siccome non tutti possono fare come Dorian Grey, è bene cercare dei rimedi che possano venirci incontro, per quanto possibile.

Ecco, quindi, alcuni consigli che un gruppo di dermatologi esperti ha fatto pubblicare su di una rivista specialistica affinchè il processo d’invecchiamento dell’epidermide venga ritardato il più possibile e la pelle mantenga un aspetto sano e fresco.

Innanzitutto, è consigliabile gettare le confezioni dei vecchi prodotti di bellezza che sono aperte da più di sei mesi. Anche se sulla confezione è indicata la possibilità di tenere aperta la confezione per 12 mesi, è meglio evitare, poichè all’interno delle creme, prolificano i germi ed i batteri che noi stessi abbiamo immesso con le nostre dita.
Cercate di evitare di spremere i brufoli o i punti neri, la pelle tende ad infettarsi e possono rimanere brutte cicatrici!
Smettete di fumare: il fumo invecchia sensibilmente la pelle rendendola più arida, ed in più, i fumatori, hanno accentuate le rughe attorno alle labbra ed agli occhi anche a causa della posizione assunta per fumare.
Proteggetevi sempre dal sole usando i prodotti specifici, e cercate di evitare abbronzature accentuate o un uso smodato di lampade.
Pulite sempre il viso prima di andare a dormire: la notte è il momento in cui le cellule della pelle vengono rigenerate, cercate di evitare di coricarvi con il trucco!
Leggete con attenzione le etichette dei prodotti che andate ad acquistare: non sempre quelli che costano di più sono i migliori, prediligete quelli che riportano i risultati dei test di efficacia.
Cercate di evitare lo stress, anche la pelle come tutto il corpo, ne soffre e ne risente.

Si tratta di regole semplici da seguire.

Come Fare un Sonnellino Perfetto

Luca No Comments

Molti pensano che la classica siesta del dopo mangiato, sia una cosa per pigri, ed invece pare proprio che fare il riposino dopo pranzo faccia bene alla mente ed al fisico!

Ovviamente, quando si parla di “sonnellino” è implicito che questo non deve durare 2 ore, poichè andrebbe a sballare tutto il ciclo del sonno e della veglia!

Ma veniamo a noi e scopriamo queste 3 semplici regole che, se seguite, doneranno un notevole senso di benessere!

Innanzitutto l’orario giusto va dalle 13 alle 15, poichè si è in digestione e quindi è sconsigliato rimettersi a lavoro. Meglio dedicarsi al riposo ed al relax!

E’ meglio farlo sdraiati, in una stanza in penombra e con una coperta addosso, così da non rischiare di prendere freddo. Durante il sonno, infatti, la temperatura corporea si abbassa e si rischia di svegliarsi infreddoliti ed intorpiditi.
Importante poi dormire nella posizione corretta, per evitare la comparsa di dolori.

Infine, ricordate che la durata ottimale è di 20 – 30 minuti, giusto il tempo per ricaricare le batterie, prima di ributtarsi a capofitto nelle incombenze della giornata.